XXX DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO

Pubblicato giorno 25 ottobre 2025 - In home page

Specchi di vanità e giustizia

 

Disse ancora questa parabola per alcuni che avevano l’intima presunzione di essere giusti e disprezzavano gli altri. Luca 18,9

 

Gesù presenta due uomini che pregano, ma con atteggiamenti diversi, la preghiera di uno non serve a niente, mentre la preghiera dell’altro gli cambia la vita. Il fariseo e il pubblicano appartengono allo stesso popolo, salgono allo stesso tempio, pregano lo stesso Dio. Eppure vivono la religione in due modi opposti: il fariseo la vive come legge, il pubblicano come grazia.

Per il fariseo la legge prende il posto di Dio, e la sua giustizia diventa autosufficienza.

Non ha nulla da chiedere, e così nulla riceve.

È il rischio di ogni religione ridotta a norme e doveri: Dio diventa superfluo. Il pubblicano, al contrario, è un peccatore vero, non immaginario.

Colluso con i Romani, arricchito a spese del popolo, vive in una situazione morale compromessa.

Eppure trova la forza di bussare a Dio: non presenta meriti, non cerca scuse, non alza neppure gli occhi al cielo. Solo una supplica: «O Dio, abbi pietà di me peccatore!».

don Gianni Carozza  Famiglia Cristiana