SCEGLIERE LA QUOTIDIANITà
La prima cosa che balza all’occhio è la forte distinzione tra i due gruppi di personaggi: i tre discepoli – Pietro, Giacomo e Giovanni – sotto e Gesù con Mosè ed Elia, sopra. Due mondi molto lontani anche se apparentemente così vicini.
La scena superiore è dominata dalla luce. L’evangelista Matteo racconta che il volto di Gesù “brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce”. Le tre figure, poi comunicano fra di loro: Mosè ed Elia sono rivolti verso Gesù, lo guardano intensamente e conversano con lui.
Nella parte bassa, le mani coprono gli sguardi.
Sono seduti, anzi: accovacciati. Il mantello del discepolo di centro e di quello di sinistra ne avvolgono i corpi come a nasconderli. Corpi ripiegati su di sé, che faticano a tornare alla quotidianità. A questa apertura siamo chiamati anche noi in questo tempo di Quaresima.


















