Testimoni gioiosi
In quel tempo Giovanni stava con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i suoi due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gv1,35-37
Il tema che ci accompagna in questa domenica è quello della sequela: essa si configura sempre come il nostro generoso “corrispondere” a una chiamata potente che si è fatta strada nel nostro cuore, là dove abbiamo saputo fare spazio alla Voce di Dio senza lasciarci distogliere da tutte le altre voci. C’è una domanda insopprimibile che grida in ciascuno di noi, «Maestro, dove abiti?». Il Signore ci ha fatti per sé, e il nostro cuore è inquieto finché non riposa in Lui. È la ricerca di Dio, la stessa che indusse Anna, la madre di Samuele, a consacrare al Signore il suo unico figlio, ricevuto come un dono nella sua sterilità e restituito come una offerta santa a Colui che solo è e dà la Vita; al giovane, è rivolta la chiamata del Signore, ed egli solo la sente: per il discernimento ha però bisogno dell’accompagnamento di un uomo più saggio e anziano di lui, il sacerdote Eli, che lo guida a comprendere la chiamata di Dio.
Lo stesso accade ai discepoli di Giovanni il Battista: è la guida, credente e credibile, a indicare la vera Vita, Gesù!
Accompagnati dalle guide che la bontà di Dio mette sulla nostra strada e forti della docilità del cuore, che ci fa dire a Dio, con Samuele, «Parla, Signore, che il tuo servo ti ascolta», possiamo anche noi, come lui, «crescere nella fede» e diventare profeti e apostoli; «il Signore sarà con noi, e non lascerà andare nel vuoto le nostre parole».
Laura Paladino Famiglia Cristiana


















