Amare fino a dare la vita

Pubblicato giorno 1 maggio 2022 - In home page

 

Appena scesi a terra, videro un fuoco di brace con del pesce sopra, e del pane. Disse loro Gesù: «Portate un po’ del pesce che avete preso ora». Allora Simon Pietro salì nella barca e trasse a terra la rete piena di centocinquantatré grossi pesci. Gv 21,9-11

Chi ha incontrato il suo amore lo annuncia, non tace se minacciato, dà la vita, sa che il Signore risolleva dalla morte.

I discepoli sono pieni di nostalgia e si sentono scoraggiati; Pietro decide di andare a pescare, di tornare alla vita di prima, come se niente fosse accaduto nel tempo trascorso con Gesù, che aveva riconosciuto come il Cristo e per il quale, alla promessa di diventare pescatore di uomini, aveva lasciato la barca. Tutti seguono Pietro, che proprio lì Gesù aveva costituito capo della Chiesa, e vanno a pesca, ma quella notte non prendono nulla. In questa situazione si manifesta il Risorto: nella nostra delusione, nello scoramento, quando tutto sembra inutile. La sua presenza è luce, novità di vita: tutto cambia quando c’è Lui. Il discepolo amato riconosce il Signore, ma è Pietro, guida nella fede, che si getta in “mare” per raggiungerlo. Arrivati a riva, trovano il cibo preparato da Gesù stesso: è Lui il Pane vivo che sazia la nostra fame.

Egli torna a investire Pietro della missione di confermare i fratelli ed esserne il Pastore. È la terza volta che Gesù si manifesta ai discepoli dopo essere risorto; per tre volte, Gesù chiede all’apostolo se lo ama. Non basta la nostra infedeltà perché il Signore desista dal suo progetto su di noi! 

La vocazione è imparare ad amare come Lui, e ciò motiva il riferimento al martirio: siamo tutti chiamati a dare la vita, ciascuno al suo posto, per le persone che Dio ci ha dato di accompagnare a Lui, senza pretendere dagli altri più di quanto possono.   Laura Paladino Famiglia Cristiana