TESTIMONIARE CON FEDE
Provocati dal Centurione
A mezzogiorno si fece buio su tutta la terra, fino alle tre del pomeriggio. Verso le tre, Gesù gridò a gran voce: “Elì, Elì, lemà sabactàni?”, che significa: “Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato?”… E subito uno di loro corse a prendere una spugna, la inzuppò di aceto, la fissò su una canna e gli dava da bere. Gli altri dicevano: “Lascia! Vediamo se viene Elia a salvarlo!”. Ma Gesù di nuovo gridò a gran voce ed emise lo spirito. Ed ecco, il velo del tempio si squarciò in due, da cima a fondo, la terra tremò, le rocce si spezzarono, i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti. Il centurione, e quelli che con lui facevano la guardia a Gesù, alla vista del terremoto e di quello che succedeva, furono presi da grande timore e dicevano: “Davvero costui era Figlio di Dio!”. Mt 27,47-54
Quante volte pensiamo di avere noi cristiani tutta la verità in tasca, di essere quelli che hanno capito tutto della vita di Dio. Poi arrivano la croce e la morte a confondere, a rimettere tutto in discussione, ma come è possibile? È questo il Dio di Gesù, quello che permette tutte queste cose? Eh sì, che il Vangelo e i suoi incontri precedenti non hanno nascosto nulla, ma comprendere è un’altra cosa rispetto a sentire. È un centurione, un pagano, ad insegnarci oggi la fede: “davvero quest’uomo era Figlio di Dio!” e dicendolo proprio nel vedere il modo in cui muore. Scandaloso, non certo glorioso!
Dal sussidio “Chi trova racconta” della Diocesi di Bergamo


















