In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco, apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui. Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: “Signore, è bello per noi essere qui!
Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia”. Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra.
Ed ecco una voce dalla nube che diceva: “Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo”. Mt 17,1-5
La profezia biblica è un messaggio ispirato da Dio.
È il suo spirito che sussurra ai profeti avvertimenti per il futuro, comandamenti del Signore, affinché possano farsi voce, a volte grido, per tutti gli uomini e le donne. Continuiamo allora ad ascoltare la voce dello Spirito, conversiamo con la Parola di Dio perché le nostre parole possano venire da Dio, profumare della Sua gioia non da tenere per se.
Dal sussidio “Chi trova racconta” della Diocesi di Bergamo


















